AIESEC è la più grande associazione giovanile al mondo, composta da ragazzi dai 18 ai 30 anni, nata nel 1948 con l’obiettivo di migliorare il pianeta e la società rendendo i giovani più coscienti e capaci di avere un’impronta positiva nella loro realtà, attraverso la creazione e organizzazione di scambi di volontariato e internship in più di 126 paesi al mondo. A Venezia siamo presenti dal 1961 e ogni anno collaboriamo con centinaia di studenti della nostra università con riscontri molto positivi. I nostri progetti sono già riconosciuti come Attività Sostitutiva di Stage da Ca’ Foscari.

In questo articolo vi presentiamo l’esperienza di tre ragazze che sono partite per il Marocco per un progetto di volontariato di 6 settimane con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del SDG 4: Quality Education.

Irene Ciavarella è una studentessa di russo e francese al terzo anno di Ca’ Foscari. Nell’estate del 2019 ha deciso di partire con AIESEC per una esperienza di volontariato. Questo è quello che ci ha raccontato una volta tornata dal suo viaggio.

“Lo scorso Giugno sono partita per un GV in Marocco, per la precisione ad Agadir, dove ho preso parte ad un progetto di quality education. Appena arrivata in città è stato difficile ambientarsi al cambiamento culturale e ai ritmi del popolo marocchino, ma già dopo la prima settimana avevo visitato buona parte della città e fatto le mie prime escursioni fuori porta.”

Il progetto è stato un’esperienza formativa sia per me che per i miei alunni, con loro ho stretto un bellissimo rapporto che dura tutt’ora, le ore passate in classe erano ore di apprendimento reciproco, ma anche di divertimento e scambio di opinioni! All’inizio non avevo idea di come intrattenere una classe da sola, ma poi sono riuscita a superare questo ostacolo senza nemmeno accorgermene, semplicemente le cose sono venute da sé. L’esperienza marocchina mi ha dato tanto, ho conosciuto persone da ogni parte del mondo, molte di loro mi hanno regalato esperienze che mai avrei potuto vivere altrimenti; ma anche la possibilità di viaggiare l’intero paese! Infatti la disposizione dei giorni di lavoro mi lasciava libero il weekend, che ho sfruttato per fare diversi viaggi e vivere al 100% questa magnifica esperienza. Al ritorno in Italia mi sono sentita una persona diversa, più matura, più sicura di me stessa, ma soprattutto più consapevole delle mie capacità, sono convinta che ogni ragazzo dovrebbe prendere parte ad un viaggio del genere!”

La seconda testimonianza è quella di Samantha Mazzoli, studentessa di lingua araba e persiana, anche lei partita per il Marocco sempre per l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 4.

“Per 6 settimane sono stata nella città di Agadir dove ho fatto il mio progetto di teaching in lingua inglese. All’inizio del viaggio non sapevo bene effettivamente cosa aspettarmi, soprattutto mi spaventava ma allo stesso tempo incuriosiva ciò che avrei potuto trovare una volta arrivata. Beh posso solo dire che è stata una esperienza che davvero ti cambia la vita, non solo per il paese che è stupendo ma per l’aspetto umano al suo interno. Tutte le persone che ho incontrato in Marocco, volontari e non, indigeni e non, mi hanno insegnato qualcosa, anche solo una semplice parola nella loro lingua ma soprattutto mi hanno aiutato a crescere come persona e come valori.

Confrontandomi con chiunque ho capito che anche una semplice persona per strada può insegnarti tutto: dai bambini e ragazzi a cui insegnavo ho capito quanto per loro fosse importante imparare, cosa che io davo per scontata e quanto in realtà mi divertissi ad insegnarli nel modo meno noioso possibile la lingua, dai volontari di AIESEC ho capito cosa da valore ad un’esperienza, quanto in poco tempo tu possa lasciare un segno indelebile nel cuore delle persone e viceversa, dalle persone per strada ho riscoperto l’importanza di un caffè o di tè preso in compagnia, magari dentro qualche bazar del suq.

È stato un viaggio unico, di quelli che ti porti dentro e che ti fanno conoscere persone che provengono da tutto il mondo e che rimarranno nella tua vita anche dopo, di quelli che fanno volare 6 settimane e ti fanno voler perdere l’aereo di ritorno.”

L’ultima esperienza è quella di Chiara La Rosa, anche lei studentessa di lingue orientali al terzo anno.

“Sono una studentessa dell’ Amsterdam University college e a giugno 2019 sono partita per il Marocco dove ho preso parte ad un progetto di educazione. Per sei settimane sono stata ad Agadir, una città sulla costa situata nel sud del Marocco. Il mio compito era di insegnare inglese a bambini, ragazzi e adulti tre volte a settimana. Con tutti i miei alunni ho instaurato un bellissimo rapporto e durante le lezioni era possibile conversare con ognuno di loro. Così facendo, i miei alunni hanno avuto l’opportunità di migliorare la conversazione in inglese mentre io ho imparato sempre di più sulla loro cultura. Inoltre, lavorando 3 giorni a settimana ho avuto l’incredibile possibilità di viaggiare e visitare le attrazioni principali del Marocco. Insomma, tra fare del bene e diversi c’è di mezzo AIESEC. Questa organizzazione vi regalerà una esperienza unica!”

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