Giovedì 19 novembre alle ore 18.00
Progetto Giovani Treviso intervista l’illustratore e artista Renato Casaro, in diretta dalla pagina facebook.

RENATO CASARO
Bio 

Intorno alla metà del 1900, un’Italia distrutta da una guerra s’industriava a ritrovare le energie per rinascere dalle rovine. Nella città di Treviso, in una provincia italiana all’epoca ancora molto rurale, un ragazzo dotato di un grande talento naturale per il disegno e la pittura che coltivava da autodidatta ma con grande entusiasmo, si guardava attorno cercando stimoli per alimentare  la sua giovane immaginazione. All’epoca la più grande fucina di storie e di immagini  – la televisione di là da venire –  era la cinematografia e fatalmente quel ragazzo fu al cinema che si rivolse per soddisfare la propria fantasia e fame di immagini;  un cinema in particolare, che era il Cinema Garibaldi di Treviso, da lui frequentato assiduamente. Entrato nelle simpatie del proprietario di quell’esercizio, il talentuoso ragazzo presto chiuse con lui un accordo sulla base del quale avrebbe dipinto grandi cartelloni pubblicitari per i film in programmazione in cambio di biglietti di ingresso gratuito alle proiezioni. Quel ragazzo si chiama Renato Casaro e, per quanto non lo sapesse ancora, di lì a poco, proprio da quella città e dal quel cinema, avrebbe intrapreso un lungo percorso di successo, destinato a farlo diventare oggi uno dei più rinomati e internazionalmente riconosciuti pittori di cinema dei suoi tempi, un caposcuola.

Autodidatta, dotato di un talento naturale decisamente non comune, Casaro, ancora studente presso un Istituto di Arti Tipografiche nella città natale di Treviso, comincia, in cambio di biglietti di ingresso alle proiezioni, a disegnare grandi cartelli pubblicitari, come allora usa, per il cinematografo che lui stesso, appassionato di cinema, frequenta assiduamente. Nei primi anni di attività professionale, il giovane artista si dedica ad approfondire i suoi modelli di ispirazione, dai maestri assoluti come Caravaggio o Rembrandt, fino ai grandi illustratori, tra i quali soprattutto Norman Rockwell, passando per gli impressionisti giapponesi. In questo modo rapidamente sviluppa ed affina una poetica ed uno stile personali. Sono soprattutto la sua grande passione e sensibilità per il cinema, coltivate sin da bambino, che lo mettono in grado di vedere e sentire il film in modo simpatetico, facoltà che lo fa molto amare dagli autori. Anche solo leggendo un copione, come spesso succede, o visitando il set delle riprese, Casaro riesce a visualizzare e poi realizzare immagini pittoriche estremamente icastiche, che raccontano in un solo colpo d’occhio l’essenza e lo spirito della narrazione cinematografia e dei suoi protagonisti. Per le sue realizzazioni l’artista si affida agli strumenti tradizionali della pittura, come il classico pennello, ma ben presto si dedica ad applicare strumenti più moderni, come lo airbrush, una tecnica quest’ultima nella quale viene considerato ben presto uno dei più validi esponenti in Italia ed all’estero.

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